Biancaneve e il CacciaThor (ovvero: la Bellezza salva il mondo ma non il cinema)

“Specchio, specchio delle mie brame… chi è la più bella del reame?” chiede Charlize Theron a uno specchio a cui potremmo dare il soprannome di Ray Charles.
D’accordo, nelle favole tutto è possibile, ma gli occhi li abbiamo tutti e la sospensione dell’incredulità può arrivare fino a un certo punto. Non può di certo tollerare che, in un qualsivoglia reame, la più bella non sia Charlize Theron. Figuriamoci poi sentir dire che la più bella è quella mascellona dall’aria ebetoide di Kristen Stewart.

Parte malissimo, questo Biancaneve e il Cacciatore.

Eppure, mi dico, dal trailer sembrava davvero interessante. Ok, lo so che è vecchia abitudine delle major confezionare trailer spesso più belli del film, ma quale divario potrà mai esserci tra di essi?
Farei meglio a non pormi certe domande. Il gap è potentissimo, e tutto l’interesse suscitato dal trailer si traduce ben presto in una cappa di tediosità e lentezza intollerabile. Mi torna alla mente il recentissimo Biancaneve di Tarsem Singh, visto appena qualche mese fa, e ricordo di aver provato lo stesso disinteresse diffuso, benché intervallato in quel caso da trovate comiche piuttosto brillanti.

Una domanda si affaccia prepotentemente nel mio cervellino: ma perché Hollywood si ostina a voler riproporre la storia di Biancaneve? Cos’ha di tanto speciale? Quale eccezionale messaggio simbolico si cela dietro questa (assai poco appassionante) favola?

La risposta è: un fico secco.
Nulla.

In Biancaneve e il Cacciatore succedono molte cose, badate. Non è un film privo di eventi, anzi: ne è forse anche troppo pieno. Il problema è la gestione del ritmo narrativo, praticamente inesistente. Non c’è pathos, non c’è passione, non c’è interesse a seguire le peripezie della giovane principessa determinata a sconfiggere la malvagia matrigna. Biancaneve è un personaggio scarno e poco interessante, tagliato con l’accetta e di certo non nobilitato dall’interpretazione dell’attrice protagonista. A nulla vale il bislacco tentativo, nella seconda metà del film, di travestirla da Giovanna d’Arco per farla pugnare a difesa del suo regno. Sarebbe più credibile Luca Giurato nei panni di Catullo.

E non basta la bellezza quasi ultraterrena di Charlize Theron nel ruolo della perfida regina Ravenna (sì, si chiama proprio come la ridente città d’arte romagnola), né quella molto più terrena di Chris Hemsworth nei panni del Cacciatore, a salvare il pubblico dal precipitare ben presto in fase r.e.m., e non bastano le loro ottime interpretazioni, rese ancora più apprezzabili dal confronto con uno degli asini peggiori che Hollywood ricordi. E di chi sto parlando? Indovinate un po’.

Chi si augurava un miglioramento rispetto al desolante campionario espressivo sfoggiato da Kristen Stewart nei pizzosissimi film della famigerata saga di Twilight è rimasto amaramente deluso. La paresi continua, la palpebra a mezz’asta non accenna a volersi rianimare e i denti da coniglio sono sempre in bella vista, fissati per sempre in una mimica più fissa di quella di una statua della Grecia arcaica. Almeno, quelle avevano il sorriso.

La tentazione di analizzare il fenomeno Stewart, tanto caro agli adolescenti – e, cosa ben più rara, alle adolescenti – di tutto il pianeta è molto forte, ma il pensiero che un simile concentrato di incapacità attoriale e mediocrità estetica sia l’attrice più pagata del momento è un pensiero più che sufficiente a far suicidare ogni mio proposito di indagine. Mi rattrista troppo, meglio tornare al film.

Dopo quest’accorata accusa al sistema marcio che innalza a diva del momento una ragazzina affascinante come una pantofola sfondata e talentuosa come una lavastoviglie rotta, tocca fare una precisazione: se il film è brutto, non è colpa della Stewart. Certo, ci fosse stata Meryl Streep al suo posto, forse avrei evitato quei trenta-quaranta sospiri di depressa rassegnazione che hanno costellato l’interpretazione dell’amata Kristen, ma non avrei comunque potuto promuovere il film.

Il problema è a monte, nella sceneggiatura. Prima di tuttto, nel maldestro tentativo di contrapporre questa cattiva così cattiva da risultare macchiettistica ad una buona la cui bontà dovrebbe essere ispirazione e luce di un intero regno. Molto bene. Ma dov’è la bontà eccezionale di Biancaneve? Non c’è. Biancaneve è una ragazza qualsiasi, la sua eccezionalità sta solo nel fatto di essere figlia di un re. Tutto questo potrebbe andar bene in un film che non punti il tutto per tutto sulle qualità morali della protagonista, cosa che invece Biancaneve e il Cacciatore pretende di fare dal primo minuto.

Se seguite il mio blog, sapete quanta sincera antipatia provi nei confronti delle storie d’amore in film che non siano prettamente sentimentali. Beh, devo ammettere che l’unico vero motivo di interesse del film è offerto dall’inedito triangolo amoroso tra Biancagnaneve, il CacciaThor e… come si chiama? Ah sì, William. Il Principe. Anzi no, il figlio del Duca, perché qui c’è spazio per una sola Principessa. Questo William merita una parentesi: laddove, nella fiaba originaria, aveva un ruolo risolutivo ma comunque piuttosto limitato nell’arco della storia, in questa versione cinematografica il nostro pseudo-eroe viene addirittura spogliato di una qualsivoglia utilità che non sia quella di terzo angolo di questo già citato gioco d’amore immortalato da Renato Zero in una delle sue scintillanti canzoncine.

Beh, allora c’è qualcosa di buono! dirai tu, povero ingenuo lettore.
Lascia pure ogni speranza, o tu che leggi. Non credo di spoilerare molto, sbilanciandomi a dire che questo avvincente triangolo si esaurisce nel giro di due scene, per far ripiombare ben presto il film in un vortice di noia e ridicolo.

Peccato, davvero. La regia non è di certo innovativa, ma riserva qualche bella trovata. Le scene nella foresta nera, in particolare, sono pervase da un’inquietudine palpabile e suggestiva, come anche quelle legate alla Regina Ravenna. L’interpretazione della Theron, al di là delle derive grottesche della sceneggiatura scritta coi piedi, è sublime. Chris Hemsworth si riscatta dalla granitica inespressività sfoggiata in Thor e dimostra di essere un attore in crescita, con ottime potenzialità drammatiche su cui, devo ammettere, non avrei scommesso un cent prima di questo film. Sulla bellezza di entrambi credo di aver già detto abbastanza, e se non l’avessi fatto, credo possa bastare una veloce ricerca di immagini su Google per convincervi che, in questi panni, stanno davvero molto molto bene. Il principe William, interpretato da Sam Claflin, è la quintessenza dell’insignificanza. Basta fare un piccolo passo indietro nel tempo per ricordarsi del fulgido, effervescente Armie Hammer, impegnato nello stesso ruolo nel Biancaneve di Tarsem Singh. Che confronto impietoso, ahimé.

E poi, i nani. Fior d’attori inglesi, nomi come Bob Hoskins, Brian Gleeson, Toby Jones, Ian McShane, Nick Frost ed Eddie Marsan. Con un cast del genere, il minimo che si potesse fare era partorire dei dialoghi vivaci. Ebbene, nemmeno il minimo è stato concesso. Gli scambi di battute tra i nani oscillano tra il patetico e l’irritante, e si riducono ad una sequela di gag amorfe senza mai nemmeno una scintilla di autentica ironia. Per intenderci con un paragone che uso spesso e volentieri, diciamo che sono davvero poco meglio degli sketch di un cinepanettone. Un autentico scempio, specie in considerazione dei talenti coinvolti. Tanti bravi attori sprecati fanno male al cuore di qualsiasi amante del cinema.

Concludo elogiando il meraviglioso lavoro sugli effetti visivi, sulla fotografia, sui costumi e sulle scenografie del film. Posso dire, in tutta onestà, che non mi pento della spesa per il biglietto solo in nome della bellezza visiva di questo film. Il rammarico di non essermi divertita è in qualche modo alleviato dalla consapevolezza che i miei occhi hanno goduto come Zio Paperone durante il bagno nelle sue monetine.

Ma, ancora una volta, mi trovo a scrivere la stessa frase: non basta. Perché un film può anche avere effetti visivi discutibili, ma se la sceneggiatura funziona può comunque arrivare a meritare il titolo di bel film. Biancaneve e il Cacciatore è un banchetto per gli occhi, ma niente di più. Una scorpacciata di belle immagini, purtroppo accompagnata da un’indigestione di Noia. E di fronte a questo dio implacabile e cruento, non c’è raffinatezza visiva che tenga, abbia essa la forma delle maestose scenografie medievaleggianti o quelle, più comprensibili alla massa, degli addominali scolpiti di Hemsworth. La Bellezza è sconfitta dalla Noia. La guerra è persa per sempre.

Informazioni su questi ad

  1. Credo di essere d’accordo con tutto quello che hai scritto.
    Noia, inespressività cronica dellla Stewart, polpettone di tante cose a caso, triangolo amoroso che non regge (anche fosse stata una linea retta non avrebbe retto), fra i nani super-attoroni britannici (!!!) che si trovano a riconoscere i loro prodotti galleggianti nelle fogne…
    Mi sono piaciuti molto gli effetti speciali dei “fluidi” vari della regina… J’adoooooore…

    Ti linko una recensione ironica al film che ho trovato per caso su internet. http://ilburrodarachidi.blogspot.it/2012/07/volersi-male-biancaneve-e-il-cacciatore.html

    “Il ferro si fonde, ma poi si solidifica in se stesso”
    Masticazzi?!?

    • L’ho appena letta, è davvero divertentissima!
      Sì, comunque che delusione amarissima. Per carità, la presenza di Kristen Stewart doveva metterci già tutti in allarme… ma non ho voluto vedere la triste realtà fino al momento del discorso motivazionale. Quando ha iniziato a blaterare quella pappardella sul ferro caldo che si batte che si solidifica che si fonde che si struscia e quant’altro, non ci ho visto più.
      E pensare che una risata, su quel “non farti illusioni” di Hemsworth di fronte ad una Biancaneve arrapata come un toro, me l’aveva pure strappata.

  2. Praticamente come sempre: sono d’accordo con te su tutto.
    Sono andata a vederlo con una mia amica e per metà film non abbiamo fatto che parlare alternativamente dei denti ipnotici della Stew e della meraviglia degli effetti visivi: me li aspetto come candidati ai prossimi Oscar (gli effetti visivi, non i denti – anche se in quanto a presenza scenica sono davvero predominanti… e prepotenti!).
    Ti linko anche io un post che mi ha fatto ridere un sacco:

    http://levipere.com/2012/06/26/i-soldi-non-fanno-la-felicita/

    Un abbraccio e buon inizio di settimana! ^_^

    • Ha ha ha ha! Poverina, in effetti potrebbe quasi farmi pena se non pensassi al fatto che guadagna miliardi senza dover nemmeno far finta di recitare! E sono d’accordo, i denti meriterebbero un Oscar a parte, assieme alla mascella e all’occhio a mezz’asta.

  3. E’ esattamente quello che ho pensato io quando sono uscita dalla sala. Attendevo questa tua recensione, perché ero quasi certa di quello che avresti detto :)
    Sono rimasta piacevolmente stupita dal cacciaThor, davvero, non pensavo che fosse un bravo attore…in Thor più che mostrare muscoli e denti smaglianti non faceva molto altro, invece qui in questo ruolo l’ho trovato piacevole (ah si, meglio bruno che biondo!). Della Theron non credo si debba aggiungere nulla, è divina.
    La Bella Biancaneve…che razza di standard avevano nel mondo delle fiabe per definirla bella? Probabilmente si puntava sulla bellezza morale, come dicevi tu, ma…dov’era??
    I nani, altra delusione, specie dopo aver riconosciuto gli attori che li interpretavano (ho trovato davvero grottesco quello cieco).
    Fotografia, costumi ed effetti visivi ammetto che sono davvero stupendi.
    Che peccato.

    • Mamma mia, poveri nani. Che vergogna. Secondo me, Bob Hoskins si è rammaricato di non essere cieco per davvero, pur di evitare di vedersi coinvolto in questa bufala. La bellezza di Biancaneve, per la verità, è una questione annosa… ricordiamoci per un attimo del film della Disney. Voglio dire, Grimilde sarà stata una bastarda, ma era una gnocca di tutto rispetto, rispetto a quella contadinozza della figliastra. Son passati settantacinque anni, ma il problema ancora non ha trovato soluzione. La più bella del reame è tuttora la Regina, e lo specchio si conferma, evidentemente, un pessimo acquisto. Forse era un rimasuglio dei saldi di fine stagione…

  4. Tecnicamente duca e principe come titoli nobiliari si equivalgono, quindi supponendo il duca sia anche un principe, e’ legittimo pensare che il duca porti il titolo del feudo piu’ importantante, permettendo che il suo erede usi un suo titolo minore. Ma forse sto dando troppo credito all’opera

    • Eh, ma nel film lascia intendere che il duca in questione sia sottomesso al Re, anzi, alla Regina Charlize Ravenna Theron. E quindi, l’unica vera principessa è la nostra grandiosa Biancaneve. Ma forse siamo in due a dare troppo peso a codesta porcata.

      • Principe non indica solo il figlio del re, ma è un titolo nobiliare a se stante. Il principe e il duca possono essere regnanti, avere un territorio autonomo, o essere vassalli di un re. Poiché i figli dei re ricevevano il titolo di principe, il titolo è passato ad indicare il membro di una famiglia reale. Ad esempio il Galles prima era un principato sovrano con a capo un principe, poi è diventato parte del regno di Inghilterra e l’erede al trono viene creato principe del Galles dal re (non lo diventa automaticamente)

  5. Secondo me per quanto mediocre, il film viene salvato dal colpo di scena più geniale della storia del cinema! LA FINE! Sì perché fino a poche settimane prima dell’uscita in sala, prestigiose riviste avevano presentato il film come primo di una TRILOGIA (notizia mai smentita)! Immaginate la mia sorpresa quando l’intreccio si scioglie in modo inequivocabile (povera Ravenna..)! Una sola parola: GENIO :)

  6. Sottoscrivo tutto!
    Volevo però spezzare una lancia a favore di Sam Clafin. Penso che la sua “molle” interpretazione in questo film sia poco dipendente dalla sua capacità di attore.
    Il suo ruolo è marginale e francamente, se non per il rispetto della fiaba originale, superfluo.
    Ma se ne avete l’occasione andate a cercare “White heat” (si trova facilmente in streaming), una miniserie britannica andata in onda nell’anno in corso.
    Il cast è eccezionale e lui è davvero bravo, vi ricrederete :)

    • Grazie Daniela! Preciso una cosa: non ho assolutamente nulla contro il povero Claflin, che non ha nessuna colpa in questa catastrofe cinematografica. Le mie critiche erano rivolte al suo personaggio, non certo alla sua interpretazione (decisamente positiva, se non altro per contrasto con quella della Stewart!).

  7. Con la Stewart come protagonista mi sono rifiutata di vederlo, non ce la potevo fare.
    Strapagata per cosa? Talento? Parliamone. Bellezza? Stendiamo un velo? Ma Biancaneve poi, non dovrebbe essere la più bella del reame??? Com’è che questi registi invece piazzano delle regine malvagie che sono delle gnocche da paura? Charlize dovrebbe essere invidiosa di Kirsten: una storia morta in partenza.
    Però devo confessare che attendo sempre con ansia i film di Twilight. Fin dal primo, con 2 amiche ci accomodiamo in mezzo alla trepidante gioventù e liberiamo commenti sarcastici a profusione, tali che, al termine, le ragazzine ci odiano e i 3 maschi capitati in sala x sbaglio ci salutano con una pacca e un rutto, come 3 di loro.
    Poi aspettiamo le parodie di Claudio e Guglielmo per un “confronto di opinioni”. Sarebbero molto fieri di noi. 
    Adesso che sono a fine ciò mi mancherà parecchio.
    Trailer dell’ultimo sospirato capitolo, voce narrante di Bella Swan: “finalmente avevo ciò che avevo sempre desiderato” e inquadrano lei vampira che sbrilluccica come se avesse fatto 2 vasche in una piscina di glitter. CHE PRESUPPOSTI MERAVIGLIOSI.

Lascia un Commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: