Non è un paese per Shakespeare

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La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare; facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù.
Henry Brougham, Discorso alla Camera dei Comuni, 1828

In un uomo di stato, la cosiddetta “cultura” è in fin dei conti un lusso inutile.
Benito Mussolini, su Il Popolo d’Italia, 1919

Una serata come tante. Apro l’homepage di Yahoo, per andare a controllare le email. L’occhio mi cade sull’articolo principale della pagina, che titola “Dopo le polemiche, Belen torna da Maria”. Belen Rodriguez, ovviamente. E Maria De Filippi, deduco. Il mio cervello, allenato a doversi difendere dal continuo bombardamento di idiozie con cui viene crivellato quotidianamente da tutte le diaboliche scatole televisive che ho in casa, delibera di andare oltre e di ignorare il tutto.

Dura poco, sì. Perché, andando su Twitter, mi arriva in faccia una bella mattonata. In Inghilterra, la BBC sta trasmettendo il terzo episodio di The Hollow Crown.
E che sarebbe? Spiego: in occasione delle Olimpiadi Sportive di Londra, la rete di stato britannica ha deciso di celebrare parallelamente un’Olimpiade Culturale, adattando per la tv ben quattro drammi storici nati dalla Penna (c’è un’eccedenza di maiuscole, ma non posso farci nulla) di William Shakespeare. Per la precisione: Richard II, Henry IV – Part 1, Henry IV – Part 2 ed Henry V. Il tutto prodotto da Sam Mendes, inglesissimo regista di Revolutionary Road, Era mio padre, Jarhead ed American Beauty, per cui vinse l’Oscar. Scusate se è poco.

La notizia aveva già attirato la mia attenzione due mesi fa, e mi ero ripromessa di vendere l’anima al diavolo pur di godermi questo succulento bocconcino. Mi catafiondo con la foga di un generale in battaglia sul sito della BBC, nella speranza di consolare la mia anima impossibilitata a godere dell’episodio attualmente in onda, Henry IV – Part 2, con la visione delle puntate precedenti. Apro la schermata, clicco su play. E qui, il dramma si compie:

Currently BBC iPlayer TV programmes are available to play in the UK only, but all BBC iPlayer Radio programmes are available to you.

Tradotto: ti puoi attaccare al tram. Questo programma funziona solo nel Regno Unito.

In parole povere, vengo ulteriormente punita per il mio non essere cittadina britannica e suddita della Corona. Suddita della Hollow Crown, visto che siamo in tema.
Il mio cervello si ribella a questa ingiustizia. Badate, non me la prendo nemmeno con la BBC. Forse si meritano l’esclusiva (almeno momentanea) di questi prodotti, perché sono certa che, se fossero stati trasmessi su una rete italiana, avrebbero raggiungo lo share delle televendite Mondial Casa. Rifletto su ciò che mi propone la fiction italiana e ripercorro mentalmente i grandi classici della letteratura adattati per la televisione. Mi viene in mente l’ultimo, eclatante caso: La Certosa di Parma di Stendhal, letteralmente assassinata dal bieco adattamento che vanta, come protagonista femminile, l’eccezionale Alessandra Mastronardi in tutta la sua fulgida monoespressività. Dio mio.

Il mio cervello continua ad elaborare queste informazioni, e ipotizza un atroce scenario con un Henry IV nostrano, interpretato da Claudio Amendola con un bel Gabriel Garko nei panni del figlio Hal, futuro Henry V. Laddove, per inciso, nella versione britannica questi ruoli sono interpretati nientemeno che da quel mostro sacro di Jeremy Irons (avete visto Mission? O La donna del tenente francese? O Il mistero Von Bulow?) e dal talentuoso prezzemolino Tom Hiddleston (tanto per intenderci, il Loki di The Avengers, ovvero il tipo di attore che da solo ti regge un intero film). Non mi azzardo ad andare oltre e a trovare una controparte italica agli altri fuoriclasse che hanno preso parte a The Hollow Crown, tra cui spiccano John Hurt, Julie Walters, Ben Whishaw, David Suchet, Patrick Stewart e Simon Russell Beale. Se questi nomi non vi dicono nulla, il consiglio è di farvi un giretto su Google o su IMDb, perché li conoscete tutti.

Gente che siamo abituati a vedere al cinema, ma che non disdegna la televisione. Perché nella terra di Queen Elizabeth, tv non è sinonimo di spazzatura; tutt’altro. Non esiste la distinzione tra attori di cinema ed attori televisivi: in aggiunta, mettiamoci che tutti, ma proprio tutti i signori impegnati in The Hollow Crown vengono dal teatro. Non dal Grande Fratello, da discutibili talent show o peggio. Vengono dal palcoscenico, hanno masticato Shakespeare prima di mettersi davanti ad una macchina da presa. Tutte cose che, da noi, sono ormai acqua passata: il nostro teatro ha fornito per anni volti alla televisione ed al cinema, quando televisione e cinema italiani potevano tranquillamente competere con quelli stranieri. Ma, come dicevo, è acqua passata.

A questo punto, il mio cervello ha preso per mano il mio umore, e lo stato di depressione intellettuale in cui rischiavo di precipitare è in parte rischiarato dalla consapevolezza della meritocrazia. In Gran Bretagna, d’accordo, ma almeno da qualche parte esiste. Da qualche parte, Shakespeare può essere adattato per la televisione senza diventare veicolo di starlette e boys mimicamente paralitici. Non in Italia, e la scritta della BBC non la leggo più come un’ingiusta privazione. Aspetterò qualche mese, magari uscirà un cofanetto. Lo comprerò, perché è giusto che sia così. Non ce la meritiamo, tutta questa cultura. Non adesso, non fino a quando sarà normale, per noi, non desiderare altro che Uomini e Donne, Zelig e I Cesaroni. Non finché il nostro pane quotidiano saranno le foto di Belen nuda per Playboy o le paranormali rivelazioni di quella mentecatta di Sara Tommasi. Per carità, lo svago fa bene al cuore. Ma se è l’unica opzione possibile, finisce per atrofizzare il cervello.

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  1. Parole sante mia cara, non ci meritiamo un bel niente visto che siamo un popolo di ignorantoni e frivoli interessi.
    Ammettilo che ti sei mangiata le mani quando hai realizzato che non potevi vedere in azione Tom Hiddleston :D

    • Mia cara, mi sono mangiata anche i gomiti quando ho letto il cast. Oltretutto, i drammi storici (con l’esclusione di Riccardo III, Enrico V e pochi altri) sono la parte meno nota del repertorio shakespeariano; li lessi qualche anno fa e mi avrebbe fatto un piacere immenso poterli vedere, portati sullo schermo da cotanti attori! Come non detto. Aspetterò paziente. Dovrò attendere per vedere Tom Hiddleston in armatura, e con lui anche Jeremy Irons in armatura, Ben Whishaw in armatura e turbante, Julie Walters senza innumerevoli figli dai capelli rossi, David Suchet barbuto e senza i suoi baffetti da Poirot, Patrick Stewart con i capelli e senza uniforme dell’Enterprise… eccetera eccetera. Quanto sono noiosa.

  2. Piango. La veridicità di queste parole mi annienta. Come piccola attrice di teatro, come semplice appassionata di cinema e letteratura, come altrettanto semplice persona qualunque a cui non interessa minimamente sapere se Belen ha un tatuaggio nell’utero piuttosto che su di un’ovaia. In ogni caso, piango.
    Detto ciò, ti faccio i complimenti per i tuoi articoli che mi piacciono sempre un sacco e torno ad annientare il cervello sui miei testi universitari. O a sviluppare una passione più utile di quella che già nutro, per esempio pensavo allo smalto per unghie, ora vedo.

    • Mia cara, credo che per un’attrice sia anche peggio assistere allo squallore intellettuale che ci viene proposto/imposto dai canali italiani.
      Ti ringrazio di continuare a leggere le mie lamentele da zitella acida, spero in un futuro abbastanza prossimo di poter scrivere qualche articolo più entusiastico!

  3. Bellissimo articolo, l’ho letto davvero con piacere e sono scoppiata a ridere alla tua azzeccatissima definizione di Tom Hiddleston come ”talentuoso prezzemolino”. Se (o meglio, quando) verranno pubblicati in dvd li comprerò anche io, meritano davvero. Ma siccome non volevo aspettare ho deciso di…recuperarli per vie traverse diciamo, e meritano davvero la visione. Qualcuno mi ha detto che si trovano in torrent, coff coff.

    • Beh, non me ne vogliano ma da un anno a questa parte Hiddleston è praticamente onnipresente. Ma, a mio modesto parere, è bravo assai e se lo merita davvero tutto, questo successo.
      Ehm… anche io sono corsa ai ripari. Ehm ehm. Ieri ho visto “Riccardo II”.
      Viva i torrent…
      *tossisce violentemente*
      Comunque, l’uscita del cofanetto dvd in UK è previsto per Ottobre! Inutile dire che sarà mio.

  4. Ottobre, perfetto! So già che regalo farmi per il compleanno. Concordo in toto riguardo al caro Tom e il suo fantastico accento posh dell’upper class Asgardiana!

  5. splendido articolo, complimenti! Purtroppo è tutto vero, la nostra tv ormai è in uno stato pietoso tale che io ne guardo poco e niente ripiegando su tantissima bbc. lo so, non è corretto, ma dato lo stato di morte culturale del nostro piccolo schermo le vie “alternative3″ sono l’unica soluzione per non morire interiormente…
    sappi comunque che delle vie per “aggirare” la restrizione uk ci sono :D e per the hollow crown, come per tantissimi altri prodotti bbc/ tutti?) ne vale la pena.
    ps: io sto recensendo the hollow crown episodio per episodio sul mio blog, se vuoi puoi passare a dare un’occhiata!

    http://firstimpressions86.blogspot.it/search/label/the%20hollow%20crown

    • Ho dato un’occhiata al tuo blog, davvero molto carino! Ho notato una certa anglofilia che non posso che approvare! :D
      Sì, anche io sono riuscita ad aggirare la restrizione e mi sono goduta Richard II. Che, tra parentesi, ho trovato assolutamente meraviglioso.
      Aspetto a leggere e commentare i tuoi articoli su The Hollow Crown, perché voglio prima finire di vedere tutti gli episodi… ma sono curiosissima di confrontare le nostre opinioni!

  6. Articolo fantastico! Condivido tutto ciò che hai scritto. Ho “recuperato” le quattro puntate e le ho guardate più volte!!! Nonostante il mio inglese sia stentato, l’ho amato ed apprezzato dal primo all’ultimo minuto… E gli attori sono davvero bravissimi, a partire da Jeremy Irons, per finire con il dotatissimo Tom !!! ;-) Ad Ottobre sarà mio!!! Purtroppo penso anch’io che in Italia non siamo all’altezza di seguire un prodotto di tale qualità…

    • Io devo ancora superare lo shock di Riccardo II, ma a quanto ho sentito dire anche gli altri episodi dovrebbero essere all’altezza del primo. Conto di riuscire a vedere Enrico IV – Parte 1 tra oggi e domani. E piangere, ancora una volta, copiose lacrime sull’imbarazzante divario che divide la maggioranza dei nostri prodotti televisivi da quelli britannici. Sigh.

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