The Amazing Spider-Man (ovvero: di amazing c’è solo il titolo)

Ok, mi sono tenuta il cecio per troppi giorni. Mi ero ripromessa di non pronunciarmi su questo film per due fondamentali motivi:

1  – sono di un’ignoranza abissale nei confronti dell’Uomo Ragno. Ma proprio a livelli indecorosi, che a malapena so che si chiama Peter Parker e che è uno sfigato. Più volte, il mio amico Valerio (da sempre appassionato di cotanto supereroe) ha cercato di riempire le lacune della mia fallata preparazione fumettistica: posso solo dire che ho trattenuto un poderoso 5%  delle nozioni che mi ha inculcato;

2 – non ho visto la trilogia di Sam Raimi. E questo, se mi consentite, è un punto ancora più importante del precedente, perché da pseudo-appassionata di cinema quale voglio apparire, saltare una trilogia che ha riscosso un successo planetario è stata una leggerezza imperdonabile.

In ogni caso, è col cuore gonfio di speranze che mi sono buttata nelle tenebre della sala cinematografica, senza essermi nemmeno premunita di pop-corn per alleviare la mia depressiva solitudine (sono andata ad un’anteprima stampa, niente amici o parenti a supportarmi durante la visione). In fondo, mi sono detta, se è un bel film lo apprezzerò. E comunque, ho ribadito con convinzione nella mia mente, per apprezzare un bel film non occorre una preparazione a tappeto sull’argomento. Non sono andata a studiarmi i dettagli dell’offensiva di Guadalcanal prima di vedere La sottile linea rossa, ma il film mi ha comunque conquistata.

Bando alle ciance. Il film inizia in maniera tutt’altro che appassionante, piazzandoti nel primo quarto d’ora una quantità di cliché e luoghi comuni della narrativa cinematografica tale da farmi venire subito voglia di mettermi le cuffie e vedermi qualche trailer di Lynch su YouTube. Mi trattengo, anche perché, mi dico, probabilmente il film di qui a poco prenderà quota. D’altra parte, sono appena stati lanciati degli indizi che, se tutto va bene, presto o tardi porteranno a qualche fitto mistero da risolvere.

Bello illudersi. No, bello davvero. Il film non solo non decolla, ma precipita in una catena ininterrotta di smorfie e eventi casuali che scadono nel ridicolo, configurando il protagonista, questo Peter Parker ultimate, come un uomo dotato di una fortuna sovrumana, in barba a questa famigerata leggenda dello sfigato perseguitato dal fato avverso. Persino le disgrazie lo portano in un’unica direzione: deve diventare Spider-Man. E infatti ci diventa, non per vocazione ma, come avrete già intuito, per una serie di casualità. Non mi sarei stupita di vedergli piovere il costumino già bello e pronto direttamente dal cielo.

Dopo un tempo che potrei stimare intorno alle quattordici ore per la tediosità della pellicola, finalmente lo strazio ha termine. Esco dalla sala senza nemmeno aspettare la scenetta dopo i titoli di coda, tipica di tutti i prodotti Marvel. No, mi dispiace, mi avete già rubato abbastanza tempo e nessun easter egg potrà mai riscattare il mortorio intellettuale delle ultime due ore.

Torno a casa e mi dico che forse non ho capito nulla. Per fortuna, il giorno successivo dovrò incontrare il regista e potrò fugare ogni mio dubbio sull’opportunità di questo reboot.

E infatti, i dubbi si volatilizzano. Marc Webb, nell’incantevole cornice dorata-marmorizzata-vellutata del Grand Hotel, spiega ad un pubblico metà giornalistico e metà nerd l’assoluta necessità di questa nuova partenza della saga dell’Uomo Ragno. Peter Parker è orfano, volevo partire da quello e costruire il film su questo trauma. Molto bene. Peccato che questo trauma, nel film, duri lo spazio di venti minuti. Dopodiché, si perde in favore di trame che con l’essere orfano non c’entrano essenzialmente un tubo. E poi, c’è Gwen. È un personaggio importante, la sua storia d’amore con Peter doveva essere raccontata. Beh, congratulazioni, perché non riesco a ricordare una storia d’amore più melensa e totalmente inutile di quella che ci viene propinata nel film, con una biondissima smorfiosa abbigliata come una peripatetica dell’Est europeo, talmente affezionata alle sue minigonne raffredda-vulva e ai suoi acchiappeschi stivali da non distaccarsene neppure in un laboratorio scientifico. E no, il personaggio dovrebbe essere una ragazza tutto cervello, non una strappona di periferia. Oltretutto, concedetemi una piccola parentesi professionale, ma una chiacchieratina col costumista me la vorrei davvero fare: perché, in un liceo di ragazzi vestiti sportivi e normali, piazzate la coprotagonista abbigliata come una specie di segretaria sexy color cipria? Dovrebbe avere sedici anni, per come è conciata ne dimostra quaranta. Applausi, davvero.

Insomma, la chiacchierata con Webb chiarisce finalmente il mio dubbio. No, questo reboot non ha davvero ragione di esistere. Possono anche venirmi a dire che rende molto meglio lo spirito del fumetto (cosa di cui dubito), la mia  risposta può essere solo la seguente: “Evidentemente, è un fumetto molto molto brutto.” Perché The Amazing Spider-Man, eccezion fatta per un paio di sequenze d’azione e per un ottimo uso del 3D, fa acqua da tutte le parti. È vero che si avvale di un’ottima interpretazione maschile, quella di Andrew Garfield, ma sul grande schermo ha il carisma di un venditore di fazzoletti al semaforo. Bravo, ma inconsistente. Emma Stone, tanto elogiata da ogni angolo del globo terracqueo, mi faceva davvero ben sperare: niente, la sua performance consiste in una serie di smorfie che nemmeno Ambra Angiolini ai tempi di Non è la Rai. I dialoghi tra lei e Peter Parker hanno la verve di una telenovela con Grecia Colmenares. Che delusione. Elogio a Rhys Ifan nel ruolo del cattivo Dottor Connors: un attore teatrale, bravissimo, che andrebbe ad aggiungersi ad una lunga lista di cattivi più talentuosi dei buoni; il personaggio del villain, tuttavia, è tratteggiato con una superficialità disarmante e, come se non bastasse, la sua controparte “rettiliana” Lizard paga il prezzo di un concept disastroso dal punto di vista dei connotati. Dal momento che Rhys non è davvero un supereroe, non può certo salvare da solo cotanto scempio.

Per concludere: la curiosità mi spinge a vedere al più presto la trilogia di Sam Raimi, ma il mio giudizio non cambierà di una virgola. Se è bella, perché fare un reboot? Se è brutta, perché fare un reboot comunque brutt0?

Non esiste risposta, temo. L’unica consolazione è aver rimediato una squallida pennetta USB ed un’ancor più squallida maglietta pezzata con un grande ragno al centro. Giusto per testimoniare che sì, io c’ero quando questa discutibile pellicola veniva propinata per la prima volta al pubblico italiano.

I’m a survivor.

  1. Sinceramente nemmeno io capisco il perché di questo nuovo Spiderman, che sia una mossa strategica per infilarlo nel sequel degli Avengers?
    In ogni caso posso dirti che io sono cresciuta a pane e cartoni di Spiderman (non ho mai letto il fumetto) e da che mondo è mondo la fidanzata si chiama MaryJane, non Gwen…qualcosa non mi torna, me ne sarò persa un pezzo.
    Della trilogia di Raimi ho visto tutti e 3 i film e solo il primo mi è piaciuto, ma non lo trovo un film eclatante.
    Penso che questo Amazing Spiderman non lo andrò nemmeno a vedere!

  2. Urca… che catastrofe! Devo dire che il film non ha fatto impazzire neanche me, ma comunque non ci sarei andata così pesante. :)
    Speravo tanto che questo film fosse uscito meglio, dati i tre nomi: Webb, Garfield, Ifans.

    La minigonna in laboratorio mi ha fatto alzare un sopracciglio. La storia d’amore poteva esser gestita meglio.
    Ci sono stati un paio di momenti in cui mi sono chiesta se non avessero montato le scene nell’ordine sbagliato.
    Devo dissentire sul cattivo. Non mi ha convinta proprio. Lizard non ha funzionato bene, gli è mancato il carisma del Norman Osborne del vecchio film.
    Andrew Garfield però continua a piacermi. Ha un’aria davvero adorabile…
    In ogni caso mi sono divertita a guardarlo, anche se non quanto avrei sperato.

    • Purtroppo, nelle poche righe dedicate all’analisi delle interpretazioni non sono stata molto esaustiva. Garfield, ripeto, mi è piaciuto per la sua performance: l’unica colpa che posso imputargli è di non avere un volto che buca lo schermo (almeno per me). Il mio elogio a Ifans, poi, era mirato solo a sottolineare una scelta di casting più azzeccata di quella del protagonista. Il personaggio è trattato con l’attenzione di una pubblicità di suonerie, le sue motivazioni sono intuibili ma la sua discesa all’inferno è tagliata con l’accetta. Ifans promosso, Lizard bocciato.
      Per me, comunque, il difetto più pesante di questo film risiede nell’aver deluso l’unica legittima aspettativa che avevo: il divertimento. Al di là di ogni accessorio approfondimento psicologico, un film sull’Uomo Ragno ha l’obbligo di divertire. Se voglio mettere a dura prova la mia pazienza, mi vado a vedere “Il Sole” di Sokurov.

  3. Puoi anche evitare di guardare la trilogia di Raimi. Il primo è un filettino godibile, il secondo idem. Il terzo è inquadrabile. Nella totalità quindi non è che sia chissà quale trilogia.

  4. Io sono COMPLETAMENTE ignorante in quanto fumetti e supereroi, quindi qualsiasi cosa mi facciano vedere per me la storia è perfetta, tanto non conosco l’originale… però dopo questa recensione non sono più tanto sicura di voler andare a vedere The Amazing Spider-Man, anche se molti dicono che è bellissimo e addirittura anche meglio della trilogia di Raimi, perché attinge anche dall’universo Ultimate, non solo dall’originale (io riporto le parole, non so nemmeno cosa sia la versione Ultimate). Cooomunque, io consiglio sempre di vedere la versione di Sam Raimi, anche se il terzo film non mi ha convinta tanto.

  5. Essenzialmente il film ha due problemi: la trama e i personaggi. Il film è lunghissimo, eppure tira per le lunghe elementi inutil. Tutto accade per incidenti fortunosi. Gli attori sono bravi, ma i personaggi sono fatti male. Infine alcune cose sono state fatte per accontentare i fan hard-core del fumetto che si erano lamentati per la trilogia di Raimi: il lanciaragnatele meccanico e le battute durante il combattimento. Il primo solleva più domande di quante ne risolva, il secondo è una cosa che funziona in un fumetto, ma non in un film, perchè si deve interrompere l’azione per lasciargliele fare. Spider-man passa metà del tempo senza maschera e soprattutto c’è un ridicolo tentativo di farlo più realistico, limitando le sue abilità acrobatiche. Può funzionare con Batman, non con Spider-man. In conclusione la trilogia di Raimi era grandiosa (anche il tanto odiato terzo) e azzeccava quasi tutto, questo è un film che sarebbe così così da solo, ma in confronto è brutto.

    • Io ho preferito di gran lunga il film di Webb proprio per la trama e i personaggi. La trama è più articolata e limita, rispetto al fumetto e al primo Spider-man, gli avvenimenti totalmente casuali (ad esempio nella puntura del ragno). Il lanciaragnatele è stato inserito in modo elegante nelle modifiche alla storia, mentre le battute sono necessarie a mio parere, perché parte della caratterizzazione del protagonista (dà il nome al film dopotutto!). Quello che non sopporto nella versione di Raimi sono proprio i personaggi… Piatti e stereotipati! Qui invece c’è un tentativo di spessore. Non mi esprimo sulla qualità degli attori e sulle scene d’azione perché non c’è paragone. Secondo me il film può piacere o non piacere, ma messo a confronto con Spiderman del 2002, non può essere che elogiato.

      • Il film di Webb dura più di due ore, ma accade meno di quanto accada in quello di Raimi. La storia incespica in più punti ed è piena di scene inutili. Le battute saranno necessarie, ma ce ne erano un paio anche in quello di Raimi e in fondo anche in questo ci sono solo nella scena del ladro d’auto. Il ragno che punge Peter è un evento casuale, come deve essere: è l’uomo comune a cui viene donato un grande potere che lo usa con responsabilità, mentre chi ne vuole abusare è punito per la ubris. Invece il tentativo di legare tutto alla storia del padre di Peter è un’aggiunta posticcia e inutile. Tra l’altro dare tutto quel peso al padre toglie spazio a zio Ben, che è il vero padre. Non so che spessore vedi nei personaggi di Webb. Gwen Stacy è un personaggio senza motivazione e esiste solo per fornire la ragazza perfetta a Peter. Il dottor Connors è privo di carattere (vogliamo mettere con Defoe!). Peter è scialbo, non si capisce perchè diventa un eroe, semplicemente a un certo punto abbandona la vendetta. I film di Raimi ti davano il senso del fumetto, questo è Dawson Creek con superpoteri

        • Siamo d’accordo sul fatto che Raimi si sia discostato meno dal fumetto! Ma i personaggi sono proprio di un piattume impressionante… Peter = sfigato MJ = figona insicura Goblin = aggressivo schizofrenico, e nessuno farà mai qualcosa che esca da questi stereotipi, esattamente come in una favola. Nel film di Webb, indipendentemente dall’interpretazione, almeno si parla di persone reali! basta pensare al comportamento di Flash o anche alla mancata vendetta che hai citato.. In una favola la morte di Ben basterebbe per votarsi al bene comune, nella realtà no. E’ una delle cose che più ho apprezzato insieme alla responsabilità di Peter nella trasformazione (un po’ come l’Hulk di Lee). Su Gwen siamo d’accordo: assolve il ruolo di fidanzata perfetta come MJ in fin dei conti. Infatti a Emma Stone non è richiesto altro che essere carina (lo stesso vale per la Dunst). Penso che possiamo convenire sul fatto che The amazing spider-man sia più maturo. Io lo preferisco così

          • No, non conveniamo affatto che sia più maturo o migliore o che i personaggi siano reali, è la tua opinione. E non basta dire che una storia che non ti piace è una favola o che dei personaggi sono degli stereotipi. Io ho trovato il Peter di Webb un personaggio senza interesse nè realtà: era l’ennesima macchietta dell’adolescente emo, indistinguibile dal protagonista di Transformers. Posso vedere Tobey McGuire come un personaggio reale, non Garfield.

            • Non capisco il tuo punto di vista… neghi quello che dico ma non presenti alternative. Quindi per te è più riuscito il film di Raimi per quali motivi? Perché io vedo solo caratterizzazione inesistente dei personaggi, interpretazione abbastanza scadente (a parte Defoe), trama all’acqua di rose ed effetti speciali superati. Ad esempio Tobey Maguire reale? e dove? dove esiste uno sfigato che perde tutte le mattine l’autobus, viene picchiato con i vassoi della mensa ed è perdutamente innamorato della vicina di casa strafiga? Nell’immaginario collettivo! Di certo io non ne conosco nessuno così… Invece conosco disadattati sociali in skateboard che vanno in giro col cappuccio. Porta degli esempi e fammi capire.

              • Il fillm di Raimi è più riuscito perchè la trama è nettamente superiore: le origini dell’eroe e del villain sono presentate sinteticamente e con efficacia, le scene d’azione sono più interessanti, c’è un miglior bilanciamento tra umorismo e azione, le motivazioni dei personaggi sono più chiare, la loro morale più sensata, la battaglia finale è epica. I personaggi di Amazing Spiderman sono costruiti da cani: il capitano Stacy prima ultra-nemico di Spider-man, poi convertito all’istante, Connors che diventa un nazista senza motivazione, Gwen Stacy che gli muore il padre e si preoccupa del fidanzato, zia May che piagnucola senza costrutto per due ore e mezza, Nel film di Raimi c’erano grandi personaggi: Harry Osborn, Norman Osborn, J.J.Jameson, zio Ben. Tutti avevano scene brevi, ma con poche pennellate costruivano il personaggio. al contrario in Webb il film sbrodola un sacco dis cene concentrandosi su una caratteristica del personaggio, per poi cambiarla senza motivazione. E può anche essere ci siano persone come il Peter di Garfield (a proposito dove conosci tutte queste persone con lo skateboard? Vivi forse in California?), ma come persona umana è irrealistica. Qual è la sua motivazione, perchè diventa Spider-man? Non è la lezione di zio Ben, è solo che ad un certo punto gli sceneggiatori gli dicono “senti fa l’eroe”. McGuire era vero perchè era una persona fondamentalmente buona che riceve grandi poteri, ma pecca di hubris e viene punito con la perdita dello zio. Da qui impara una lezione e diventa una persona migliore. Questo è un plot! Inoltre le scene di Spider-man in giro per New York sono praticamente le stesse, dove sarebbe ‘sto grande miglioramento rispetto a dieci anni fa?.

                • Lo odi proprio insomma! A parte gli scherzi, io ritengo Spider-man (del 2002) un buon film; il miglioramento secondo me c’è stato in quelle cose che io reputo approfondimenti nella trama e nei personaggi e tu incongruenze e scelte sbagliate. Concordo che in Raimi la caratterizzazione fosse veloce e spontanea, io lo attribuisco alla semplicità dei personaggi e delle emozioni provate (prima solamente inadeguatezza, poi compiacimento per i poteri, dopo solo vendetta, consumata questa eroismo ecc.). Secondo me Webb “sporca” tutti i personaggi e le loro emozioni: paradossalmente le cose che hai disprezzato sono quelle che mi sono piaciute di più, come il capitano Stacy. Io credo che alla fine questo reboot abbia senso, guai se fosse stato troppo simile al fumetto o alla trilogia!
                  P.S. Attento agli spoiler, il film è appena uscito! Magari l’admin può avvertire all’inizio del tuo commento…

                  • Posso dire che la vostra conversazione mi ha piuttosto appassionato? Comunque, ho recuperato sia Spider-Man che Spider-Man 2. Mi duole constatare l’oggettiva superiorità dei due film di Raimi in praticamente ogni settore. Il primo film, in dieci minuti, ti ha già presentato in maniera eccellente tutto il corpus dei personaggi principali. Un capolavoro di narrazione! Altro che i tempi morti e stramorti di The Amazing Spider-Man!

                    • Diciamo che The amazing Spider-man non è proprio un film con ritmo.. :) Ma sono l’unico che ha trovato estremamente noiosi i personaggi di Raimi e le loro scelte? Sono curioso di sentire la tua opinione…

  6. Concordo con te, Alessia ! E te lo dice un fan “storico” del Tessiragnatele !!! Questo reboot ha ben poco a che vedere con lo Spider-Man originale… i film di Raimi erano di gran lunga migliori, pur con qualche pecca….! ;-)

    • Mi fa piacere sentirlo dire da un appassionato! Mi fido del giudizio dei fan, come ho scritto sono una neofita del genere e sicuramente mi sarà sfuggita più di una chicca, però da ignorante ho apprezzato moltissimo i film di Raimi! :)

  7. Che ci crediate o no, con The Amazing Spiderman l’essenza del personaggio è rinata dove Raimi aveva soltanto proposto il suo Spiderman per grandi linee.
    Persino l’attore Andrew Garfield che è stato scelto da Stan Lee in persona, rispetta il grande Spiderman dei fumetti.
    Anche Lizard che ricorda il numero 6 del 1963 con quel muso schiacciato e non allungato (basta guardare la copertina).
    Inoltre anche il costume. I produttori volevano dare l’idea che fosse stato realizzato da un adolescente come Peter. E poi richiama quello di un disegno dove Peter improvvisa un costume prima di arrivare a quello originale che conosciamo tutti.
    Anche le lenti gialle fanno parte della storia dei fumetti.
    Per non parlare poi dei congegni, ma molti si sono chiesti perché lampeggiano. Non c’è niente di strano in questo: in un vecchio fumetto, appena consumate le cartucce, i suoi congegni emettevano una luce rossa.
    Lo Spiderman cinematografico attuale ripercorre la trama di The Amazing dei fumetti, con una spruzzata di Ultimate.
    C’è molta coerenza più di quanto immaginate, con qualche goccia personale dei produttori e un pizzico di realismo per avvicinarsi al concetto di “cinema”.
    Si spera che questo nuovo film mantenga la sua strada affiancata al vero uomo ragno dei fumetti, ovviamente senza influenze e stravolgimenti insensati.
    Ricordiamo il Batman di Nolan che non ha subito mutamenti violenti e, anzi, richiama l’atmosfera e le diverse psicologie del personaggio. Premi più che meritati.
    Non paragonate i due Spiderman cinematografici perché seguono due strade diverse.
    Per chi ancora tutt’ora crede che Raimi sia stato l’unico indiscusso regista a fare un film su Spiderman, vi sbagliate. Nel 1977 è stato prodotto il primissimo film sull’uomo ragno diretto da E.W.Swackhamer.
    Tutto sommato, penso comunque che un grande personaggio come SPIDERMAN va approfondito in tutte le sue sfumature prima di essere giudicato.

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