Batman (ovvero: Nolan, cambia lavoro)

«Certi giorni non riesci a liberarti di una bomba!»

C’è chi è un nostalgico dei film di Burton, con Michael Keaton ipertiroideo e una fulgida Michelle Pfeiffer intenta a spalmarglisi addosso nelle seducenti vesti di Catwoman. C’è chi preferisce lo stile caleidoscopico e kitsch di Schumacher, con Val Kilmer e, più tardi, George Clooney ammiccante. C’è chi, infine, ha giurato fedeltà alla causa di mister Christopher Nolan, che ha regalato alla storia dell’uomo pipistrello una verosimiglianza mai avuta prima.

Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Di tanti film dedicati a Batman, uno ti deve piacere per forza.

E poi, c’è il primo Batman. 1966, il primo film mai dedicato ad un supereroe. A rivederlo oggi, il vecchio Batman interpretato da Adam West può suscitare anche qualche risata, ma non credo di esagerare se dico che, dopo di lui, nessuno è riuscito a infondere così tanto carisma al personaggio del paladino di Gotham City. Lo osservi con sguardo rapito, mentre assieme al fidato Robin (rigorosamente insalamato in delle pregevolissime calze coprenti 200 denari) rimane attaccato ad una boa in mezzo all’oceano, a causa dei diabolici marchingegni del perfido Pinguino. Ti appassioni nell’ascoltare il suo improponibile sproloquio condito di termini già obsoleti all’epoca, mentre tenta di sedurre la bella Kitka /Catwoman. Lo ammiri quando, grazie a ragionamenti che farebbero invidia al reparto agitati di un vecchio manicomio, decifra gli indizi di Riddler l’Enigmista.

Ma non è solo lui a stregarti: sono i mille piccoli dettagli che incantano lo sguardo dello spettatore. Dettagli, tra l’altro, immancabilmente contrassegnati da etichette che suggeriscono una sindrome ossessivo compulsiva di Bruce Wayne / Batman o forse del saggio maggiordomo Alfred. Tutto è etichettato. “Bat Telefono”. “Bat Leva”. “Bat Bottone”. “Bat Spray repellente per Squali”. Da un momento all’altro, ti aspetti di veder comparire Robin con sulla fronte un cartellino che reciti “Bat Boyfriend”.

Eh già, perché anche Dick Grayson / Robin fa la sua parte. All’inizio, viene indicato come “guardia del corpo” di Bruce Wayne, e non si può fare a meno di sorridere maliziosamente, dato che il giovine in questione è quanto di più lontano ci si possa aspettare rispetto al tipico bodyguard. E, ripeto, la calza coprente color carne non aggiunge certo punti alla sua virilità. Ad ogni modo, il Dinamico Duo funziona e diverte dall’inizio alla fine, e direi che è già tanto, se pensiamo all’aborto di coppia Clooney-O’Donnell regalatoci nell’orripilante Batman e Robin di Schumacher.

Il cast è notevole. Accanto a West che interpreta Batman in mutande di raso, abbiamo un convincente Burt Ward nel ruolo di Dick Grayson alias Ragazzo Meraviglioso alias Robin alias Maschio In Calze Coprenti. Tra i villain, spiccano due divi come Burgess Meredith (Pinguino) e Cesar Romero (Joker), affiancati dalla bella Lee Meriwether (una Catwoman in piena tempesta ormonale, che si struscia su tutto quello che le capita a tiro, incluse le scalette del sottomarino di Pinguino) e uno stilosissimo Enigmista interpretato da Frank Gorshin. Altro che quel burino di Enzo Miccio.

La messa in scena è affascinante. La Bat-Caverna è un tripudio di colori, con apparecchiature pseudo-avveniristiche (sempre tappezzate di cartellini indicativi, fosse mai che il Dinamico Duo si scordasse qualcosa) e reattori che somigliano tanto alla giostra dei calcinculo. Ma va tutto bene, nulla ci può stupire in un universo in cui due uomini in borghese si vestono da supereroi mentre scendono lungo una pertica.

Alcune scene, infine, sono da antologia: dico solo “squalo” e “bomba”. Se avete visto il film, sapete a cosa mi riferisca. Qualora vi manchi questa perla, vi suggerisco di porre rimedio al più presto e colmare la vostra lacuna. Non ve ne pentirete, specialmente se avete simpatia per il mondo del fumetto. Tutto rimanda a quel mondo, fino ad arrivare all’eccesso delle onomatopee in sovrimpressione. Nolan sarà anche un gran regista, ma di quell’atmosfera rutilante a metà tra il circo e la pop-art caratteristica del Batman delle origini, nei suoi film, c’è davvero, davvero poco.

  1. Diciamo che il Batman di West era sicuramente il più fumettaro di tutti, in questo senso quindi il più fedele al fumetto originale. Il fatto è che il fumetto Batman si è evoluto nel tempo in maniera quasi non paragonabile agli altri grossi personaggi dei comics, passando attraverso fasi più dark e fiabesche e altre più crude, violente, realistiche (le storie di Frenk Miller, per intenderci). E questo di conseguenza ha influenzato anche il modo di rappresentarlo al cinema: con Burton che ha prediletto gli aspetti più gotici e fantastici, e Nolan quelli più realistici. Morale della favola, secondo me queste visioni dell’uomo pipistrello sono così diverse tra loro che è quasi impossibile fare paragoni.

    • Sono dell’idea che qualsiasi rilettura sia legittima, quando alle sue spalle vi sia uno studio e un interesse autentico. Sicuramente, Nolan (e prima di lui Miller) ha dato una nuova visione del personaggio dei fumetti e il suo lavoro non lascia nulla al caso. Non è una rilettura superficiale, già solo per il fatto che si ponga l’obiettivo di conferire un’inedita verosimiglianza alla storia dell’eroe pipistrello. Quindi, chapeau a Nolan, come allo stesso Schumacher che, in Batman Forever (facciamo finta che Batman e Robin non esista!), ha omaggiato la serie tv e il film del ’66, con un tripudio di colori, fondalini e scenografie quasi cartacee. La mia preferenza per Burton è puramente soggettiva e non mira certo a sminuire il lavoro dei successori. In questo senso, il titolo del post è volontariamente provocatorio: sarebbe inutile negare che anch’io sto aspettando, con molta curiosità, l’uscita nelle sale del terzo episodio di Nolan.

    • Tuttavia quello che vedo in Nolan è il tentativo di rinnegare l’origine fumettistica di Batman, trasformandolo in un generico eroe da film d’azione, non troppo diverso da un Matt Damon di Bourne Identity. Certamente Batman si è evoluto (come tutti gli altri supereroi) e Batman di Tim Burton è esplicitamente ispirato dal lavoro di Miller. Invece Nolan non sembra tener conto del fumetto, anzi fa di tutto per dire che non è un fumetto. Abbiamo pochissimi tropi del comic book, ma tutti quelli del film d’azione

  2. Anch’io personalmente preferisco il Batman più visionario di Tim Burton, ma apprezzo cmq anche l’approccio realistico di Nolan. Un mito come quello di Batman può avere mille diverse interpretazioni, l’importante è che non si snaturi troppo l’idea di fondo del personaggio…! ;-)

  3. il batman di burton non mi è mai piaciuto, anche perchè non mi piace proprio il suo modo di fare film, che più che stile definirei ormai delle trovate ripetitive e un po’ sopravvalutate (e per fortuna che all’epoca non era ancora sposato con la bonham-carter, sennò ce la saremmo ritrovata come catwoman di sicuro). quello di nolan invece mi ha impressionata fin da subito, e anche il non proprio perfetto batman begins secondo me riesce ad essere di gran lunga superiore al primo lungometraggio dell’89, per una serie di scelte che, al di là del realismo della storia che può essere apprezzato o meno, mirano ad approfondire introspettivamente i vari personaggi, cosa che burton a mio parere non ha fatto, caricandone troppo qualcuno (il joker) o rendendone inesistente qualcun altro (gordon). ecco, un’altro punto a favore di nolan secondo me è quello di non aver cercato a tutti i costi degli attori ultrafamosi per interpretare i personaggi principali (fatta eccezione per gary oldman che ha un ruolo importante), dando così più spazio ad attori emergenti e assegnando invece a mostri sacri come freeman e caine dei ruoli più marginali nel film.
    i due film del povero schumacher, nonostante sia un buon regista, non li nomino nemmeno, perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa – anche se come valore, per me personalmente, si equivalgono a quelli di burton, nè più nè meno.
    l’unica considerazione che si potrebbe fare per spezzare invece una lancia in suo favore è il fatto che, in primis, burton si rifaceva principalmente ad una serie di fumetti più vecchia, quella di bob kane (contrariamente a quanto ha scritto qualcuno prima di me), che in confronto a quella di miller a cui invece si rifà nolan aveva i suoi limiti (soprattutto cronologici); inoltre i batman di burton appartengono ad un’epoca in cui fare un film su un supereroe dei fumetti significava di conseguenza fare un film che non doveva essere preso sul serio (ed è stato così fino allo spiderman di raimi), e sono stati girati in un periodo, quello degli anni ’90, che di buono ci ha dato ben poco nel cinema, purtroppo. forse come ha scritto monsieur verdoux non è nemmeno facile fare un paragone tra i due.
    i telefilm degli anni ’60, ahah! il lungometraggio non l’ho visto ma la serie me la ricordo bene perchè quando era piccola la ritrasmettevano su TMC… diciamo che era pittoresca (“puro west” ahah), e che mi faceva divertire con i BANG!, i THUMP! e la sigla “tanananananananananana… batmEn!!!”.
    detto questo, aspetto anche io con ansia l’ultimo capitolo della saga di nolan… con tom hardy nei panni di bane ci sarà da divertirsi di sicuro.

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