Svegliarsi con questa pioggia di ghiaccio, per un romano, può essere scioccante. Quasi quanto la scoperta infantile del reale sesso anagrafico di Titti. Sono di quelle cose che non ti aspetti. Ogni anno, ormai, a Roma c’è rischio di neve. E ogni anno, la sottoscritta scuote la testa con reiterato scetticismo. La neve, qui, non ci sarà mai.
Eppure, mi ricordo un inverno particolare. Sarà stato tre o quattro anni fa. Frequentavo il Centro Sperimentale di Cinematografia, era ancora l’epoca in cui mi alzavo dal letto assieme ai fornai per muovere i passi verso Subaugusta (che, per chiunque abiti a Roma Nord-Est, equivale a dire “ciao mamma, oggi vado nel Bronx”). Quella mattina, a gran sorpresa, Roma venne coperta dalla neve. Ma neve vera, eh, altro che quella che sta cadendo in questo momento… proprio di quella nella quale puoi lasciarci le impronte. La neve di Canto di Natale di Dickens o, se preferite i russi, di Guerra e Pace di Tolstoj o de I fratelli Karamazov di Dostoevskij. La neve dell’inseguimento de La carica dei 101 e di Lara che grida il nome dell’amato in Il dottor Zivago.
Che emozione. Ma vi dirò: non ho nemmeno una foto che testimoni quella giornata particolare. Non che ciò sia indicativo, ho evitato di immortalare momenti ben più importanti di quello nella mia vita. Però, oggi come oggi, ci ripenso e un po’ mi dispiace. Come diceva quella pubblicità? Una foto non scattata è un ricordo che non c’è. Magari. Una foto non scattata, certe volte, è un ricordo fallato, che viene trasfigurato nel corso degli anni, perché non c’è più una prova tangibile a dirti come stavano realmente le cose. O, peggio, una foto non scattata è un ricordo che esiste solo per te, che non potrai condividere appieno con chi ti sta intorno. Perché le parole sono molto, molto ingannevoli, e le immagini si accostano paurosamente a quel limite di universalità che, oggettivamente, è impossibile raggiungere.
Bando alle ciance, la notizia fondamentale della settimana per me è un’altra, assai meno poetica. L’ingresso, nella mia vita, di uno smartphone, conseguenza dell’ingresso nella mia vita del precedente proprietario del suddetto. Un nuovo amico, e che amico. Fatto sta che, a forza di lamentarmi e pregare le divinità, anche io sono entrata nel magico mondo dei possessori di quelle scatoline malefiche in grado di ridurre la tua giornata, per il 90%, ad un continuo controllo delle notifiche. Wow, che meraviglia. Alessia è entrata nell’era della tecnologia. O forse, più appropriatamente, nell’era della potenziale sociopatia. Per festeggiare degnamente l’avvenimento, quale miglior salvaschermo di questo qui sotto?
Le opzioni sono tre, a questo punto:
1 – sapete esattamente a cosa alluda, e state sorridendo;
2 – sapete esattamente a cosa alluda, ma disapprovate e state pensando “quanta nerdaggine”. Avete ragione, pace a voi;
3 – non avete la benché minima idea di perché una schermata così anonima possa essere tanto significativa. Riparate alla vostra ignoranza vedendo A scandal in Belgravia. Dopodiché, potrete fieramente appartenere, a vostra scelta, alla categoria 1 o alla 2.
La neve continua a cadere, lo smartphone continua a trillare, notificandomi ogni peto multimediale prodotto dai miei contatti. E io continuo a scrivere post confusi. Chissà perché, oggi mi sembra che tutto questo caos privo di senso abbia una sua coerenza interna. Sarà perché ho sempre amato il bianco. In fondo, evidentemente, tutta questa neve crea tanto disagio stradale quanto riposo e ordine nel mio cervello. Almeno finché resto al sicuro, rintanata in casa come Ebenezer Scrooge. E allora, canticchio insieme all’amico Dean Martin and since we’ve no place to go / let it snow, let it snow, let it snow.
Qui da me (provincia di Torino) siamo sommersi da giorni e sono appena tornata da un giretto perlustrativo e il cellulare carico di foto
Ma voi siete abituati alla neve! Noi siamo patetici, camminiamo come dei pulcini con tutta ‘sta neve! Comunque, voglio vedere qualche foto della tua ricognizione
Oooh che carina
Le foto le trovi qui:
https://picasaweb.google.com/108992684479761090303/LaPrimaNevicataDel2012
Non cambià mai. : )
Non c’è pericolo… certe cose non si cambiano. Nerd si nasce.