Doverosa premessa: sono la persona meno qualificata del mondo per recensire questo film. Peggio di me, potrebbe fare solo chi non l’abbia visto.
Non ho visto nessun film della rocambolesca saga dell’agente Ethan Hunt, e mi limiterò quindi a esprimere il mio entusiastico apprezzamento nei confronti di quello che, a detti di quelli che si sono invece sciroppati tutti i Mission: Impossible, risulta essere il migliore episodio della serie.
La storia non vale neppure la pena di essere raccontata, perché non è di certo la ragion d’essere del film. Protocollo Fantasma, infatti, si regge piuttosto su due elementi fortissimi e portati al massimo del loro potenziale: l’adrenalina delle sequenze d’azione e, udite udite, l’affiatamento del cast. Dopo un’iniziale perplessità, è impossibile negare che la squadra di comprimari che ruota attorno a Tom Cruise/Ethan Hunt è non solo convincente, ma anche chimicamente funzionale all’appassionarsi dello spettatore alla storia che sta seguendo.
Plauso al casting director, che ha messo insieme un gruppo di tutto rispetto.
Simon Pegg: perla del cinema inglese già ammirata in L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e lo splendido Burke and Hare – Ladri di cadaveri di John Landis. Un attore brillante che, finalmente, conferisce alla spalla comica una dignità superiore a quella del solito coglioncello sfigato tutto elettronica e niente azione.
Paula Patton: che bella. Che brava. E quanto picchia. Niente inutili love story a rallentare il ritmo forsennato del film, e ne siamo tutti inconsciamente grati anche a questa splendida creatura bruna, che illumina il film con un’apparizione in abito da sera che farà avvampare i maschietti.
Jeremy Renner: lo ammetto, ho un debole per lui. Nel giro di tre anni, ha ottenuto due – meritatissime -candidature all’Oscar (la prima per il discutibile, ma intenso The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, la seconda per The Town di Ben Affleck). Un attore in grado di svoltare, da solo, un intero film e di essere convincente anche in un contesto assurdo come quello di Protocollo Fantasma.
C’è poco altro da aggiungere. La tensione non manca e, mutuando un’espressione fin troppo abusata, si resta col fiato sospeso in più di un’occasione. Due ore di intrattenimento di alta qualità, senza complicazioni psicologiche o dietrologie impegnate. Pure entertainment. Non sperate di ricordarvelo a lungo, apprezzatelo per quel che è qui ed ora. Fate vostra, per una volta, la vecchia teoria oraziana del carpe diem e avrete in tasca lo spirito giusto per godervi la visione di questo superbo giocattolone.




Stranamente rispetto alle aspettative (ovvero farsi due risate al cinema) questo film ha piacevolmente sorpreso anche me. Montare le ultime sequenze deve essere stata un’impresa. Molto intelligente la chiave ironica di lettura finale in cui si prendono in giro da soli…
Concordo! E sono felice di essere rimasta soddisfatta da un prodotto di puro intrattenimento… ogni tanto, ci vuole!